Il workshop contribuisce all’attuazione degli obiettivi previsti nella Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile – SISUS del Comune di Altamura, attraverso un percorso di co-progettazione partecipata per l’individuazione degli interventi pilota previsti nella zona di Via Selva ad Altamura.
Le attività si sono svolte dal 15 al 20 ottobre presso gli spazi dell’Ex Monastero del Soccorso (sede del GAL Terre di Murgia) ad Altamura. Hanno preso parte studenti, laureandi, neolaureati e professionisti provenienti da varie parti d’Italia, che hanno lavorato in gruppi per sviluppare un abaco di interventi di resilienza urbana finalizzati a rendere l’area compresa tra via Selva e Via Pietro Colletta un eco-quartiere.
Ruolo: Tutor
ESITI
Il primo fattore di resilienza è la comunità
L’ipotesi progettuale è quella di infrastrutturare il processo già in atto – ma inconsapevole – di trasformazione del corpo urbano, intendendo per infrastrutturazione sia quella materiale sia quella
immateriale.
Infrastrutturazione materiale:
MATRICE DI RESILIENZA – interventi
Infrastrutturazione immateriale:
LA NUOVA CITTÀ PUBBLICA – governance
La matrice di resilienza sarà riattivata sulle superfici incolte, attraverso un innovativo Sistema di gestione dello spazio pubblico, imperniato sulla flessibilità negli usi, affinché possa accogliere l’innovazione proveniente dalla trasformazione dei processi sociali ed economici.
Quindi gli interventi strategici non opereranno uno spostamento di valore, bensì saranno pensati per produrre nuovo valore dalla creazione di nuovi usi, capaci di accogliere le nuove istanze di cittadinanza, a iniziare dalle nuove economie e dall’indotto di servizi di cui necessitano per inserirsi nelle filiere produttive dei sistemi locali.
La peculiarità dell’approccio integrato si in coerenza con l’Asse prioritario XII “Sviluppo urbano sostenibile”, consiste nel selezionare diverse priorità d’investimento, e relative tipologie di azioni, che si prevede debbano realizzarsi simultaneamente, combinandosi e rafforzandosi reciprocamente, per conseguire i singoli obiettivi specifici nel quadro di un complessivo miglioramento della vivibilità di una parte di città degradata.
I due temi del progetto urbano, materiale e immateriale, si intersecano proprio sulla costruzione condivisa della città pubblica, infatti il ripensamento e rappresentazione della città avviene essenzialmente nelle sue parti pubbliche, parti di condivisione appunto. Invece il consumo del suolo, bene comune, ai fini di aumentare la città privata, ha deprivato e reso fragile il corpo urbano. Per cui l’ipotesi è quella di un sistema di antigragilità, basato sulla adattabilità del sistema stesso al cambiamento e alle relative dinamiche: da sistema chiuso e frammentato a ecosistema aperto e dinamico.