Their desire was clear from the very first meeting: they wanted a home that wasn’t just beautiful, but truly theirs. A space they could recognize every day, one that could speak sincerely to their idea of what living means. We began the project with a simple yet radical gesture: to open. To open the visual connections between rooms, allow natural light to flow, and create continuity between daily functions. The living area was transformed into a single fluid space, crossed by a longitudinal axis connecting the entrance to the kitchen, marked by custom-made light oak furnishings and white volumes that seem to float over the surfaces. The materials were chosen to evoke calm and intimacy: natural wood, soft-toned porcelain stoneware underfoot, and matte surfaces that absorb light and return warmth. No loud statements, but a careful orchestration of solids and voids, of light and shadow. A quiet balance, patiently constructed. The intervention also included a complete redesign of the bathrooms, now true micro-domestic environments: the first, more compact and functional; the second, more relaxed, almost contemplative, with a large mirror that amplifies the space and a walk-through shower that plays with glass transparency and tactile surfaces. In the sleeping area, lighting becomes more intimate, and the color palette shifts to soft, powdery tones. Everything is designed to create a coherent inner landscape — a refuge. "Mariella" is the story of a couple, but also of a shared sensitivity. It’s an attempt to give shape to something that feels like a promise: the promise of inhabiting time, together. ________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Il loro desiderio era chiaro fin dal primo incontro: volevano una casa che non fosse solo bella, ma soprattutto loro. Uno spazio in cui riconoscersi ogni giorno, che sapesse parlare con sincerità della loro visione dell’abitare. Abbiamo iniziato il progetto con un gesto semplice ma radicale: aprire. Aprire le connessioni visive tra gli ambienti, far circolare la luce naturale, dare continuità tra le funzioni quotidiane. La zona giorno è diventata un unico spazio fluido, attraversato da un asse longitudinale che collega l’ingresso alla cucina, scandito da arredi su misura in rovere chiaro e volumi bianchi che galleggiano sulle superfici. I materiali sono stati scelti per evocare calma e intimità: legno naturale, gres dai toni morbidi sotto i piedi, superfici opache che assorbono la luce e restituiscono calore. Nessun gesto gridato, ma una regia attenta di pieni e vuoti, di luci e ombre. Un equilibrio silenzioso, costruito con pazienza. L’intervento ha riguardato anche il ridisegno completo dei bagni, ora veri e propri micro-ambienti domestici: il primo più funzionale e compatto, il secondo più rilassato, quasi contemplativo, con un grande specchio che amplifica lo spazio e una doccia passante che gioca con la trasparenza del vetro e la tattilità delle superfici. Nella zona notte, l’illuminazione si fa più raccolta e la palette cromatica vira verso toni cipriati e avvolgenti. Tutto è pensato per creare un paesaggio interiore coerente, un rifugio. “Mariella” è il racconto di una coppia, ma anche di una sensibilità condivisa. È il tentativo di dare forma a qualcosa che assomiglia a una promessa: quella di abitare il proprio tempo, insieme.